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mercoledì 27 maggio 2020

STEP#20: La plastica

La plastica oggi giorno risulta essere uno dei materiali più diffusi, perfino nell'ambito della conservazione. Basta pensare a dove vengono contenuti gli alimenti che acquistiamo al supermercato, dove possiamo trovare buste di plastica, fogli di velina e contenitori, oppure in che materiale vengano avvolti eventuali oggetti che necessitano di una maggiore protezione, tra cui il pluriball e eventuali scatole. La plastica è composta da un mix di elementi, in modo particolare da petrolio e altri suoi polimeri. La diffusione di questo materiale ha costituito una grande innovazione, questo è indiscutibile, in quanto si tratta di un materiale a basso costo, molto resistente e soprattutto molto versatile, ma ha una grande pecca: è uno dei materiali più inquinanti presenti sul nostro pianeta. Questo perché gli elementi che lo compongono gli conferiscono un lungo tempo di biodegradazione. In questo periodo l'inquinamento da plastica affligge più che mai il nostro mondo, basta vedere la presenza nei nostri mari delle grandi isole di plastica. Da questa situazione è nata l'idea del riciclo, un modo alternativo di sfruttare questo materiale longevo, che ci permette di sfruttare qualcosa di vecchio e inutile per ricavarne un prodotto nuovo.


Vuoto a rendere per le bottiglia di plastica: anche in Italia?   


pluriball a bolla grande

https://cleansealife.it/index.php/un-mare-di-plastica/ (per un approfondimento sull'inquinamento del mare)

mercoledì 29 aprile 2020

L'auto: uno strumento per conservare

Le auto sono un'opera ingegneristica che, andando sempre più avanti nel tempo, sono dotate di un maggior numero di dispositivi tecnologici, alcuni dei quali sfruttano anche principi che coinvolgono la conservazione. In questo caso trattiamo la conservazione energetica e lo facciamo analizzando il sistema "Hybrid" progettato dalla casa automobilistica giapponese Suzuki e che naturalmente troviamo montato sulle auto da essa prodotte. Solitamente quando parliamo di auto elettriche ci aspettiamo che lo siano totalmente o per lo meno al 50%, ma in questo caso la componente elettrica è minima. Esso, infatti, sfrutta un alternatore, l’Integrated Starter Generator (ISG) e due piccole batterie, una tradizionale e una a ioni di litio. Ma quella che a noi più interessa è proprio quest'ultima: l'alternatore, infatti, nella fase di decelerazione, produce energia che viene poi conservata nella batteria a ioni di litio e sfruttata in seguito durante la fase di accelerazione. In questo modo il sistema grava meno sul motore a benzina e porta a un risparmio di carburante non indifferente, soprattutto se si viaggia in città, dove frenate e ripartenze non mancano.



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