martedì 9 giugno 2020

STEP#25: Ritornando sui propri passi

Il nostro viaggio alla scoperta degli aspetti della parola conservare è terminato. Prima di concludere questo percorso però vorrei dare modo a chi in seguito deciderà di avventurarsi nella lettura di questo blog, di avere un breve sunto del contenuto, in modo da sapere cosa si troverà davanti. 
Siamo partiti da un'analisi del significato e dell'etimologia di tale verbo; non è infatti semplice eseguire un'approfondimento senza sapere di cosa si stia parlando o in che ambito si debba cercare. E' risultato utile anche guardare ad altre lingue, in quanto, come ho imparato da questo corso di Storia della tecnologia, ciò che nel nostro paese poteva non essere ancora stato scoperto, magari esisteva da qualche altra parte del mondo ma con un nome diverso. Ci è stato poi chiesto di creare un racconto che spiegasse la storia del nostro verbo. L'aspetto storiografico in un lavoro del genere è fondamentale ed è per questo che vi sono dedicati diversi step: abbiamo iniziato dall'antichità, alla scoperta dei principali strumenti usati dai romani e da alcuni miti dell'epoca, per poi fare un balzo al 1600, dove possiamo vedere un particolare sviluppo dell'architettura alimentare. Di seguito abbiamo trovato, nel 1700, la costruzione di uno dei più famosi monumenti del mondo, il Louvre, nel 1800, il sottovuoto, un metodo che ha rivoluzionato il modo di conservare il cibo, e nel 1900, l'invenzione del cellophane, di cui ho trovato anche un brevetto. Dopo di che siamo giunti ai giorni nostri con la ricerca di un fatto di cronaca e di un aspetto del nostro termine che fosse in qualche modo stato influenzato dal Coronavirus. Inoltre durante questo percorso abbiamo incontrato chi la storia l'ha fatta, come Clarence Birdseye.
Ci siamo spostati nell'arte, sfogliando le pagine di un libro di Primo Levi, perdendoci nei versi di Ungaretti e osservando un dipinto; ma abbiamo dato spazio anche ad altre forme di espressione, ovvero la cinematografia e la pubblicità, tutti luoghi dove il nostro verbo si è introdotto facilmente.
In ambito scientifico abbiamo cercato le discipline e i materiali che hanno fatto la differenza nel conservare.
Di tutto ciò ho fatto tesoro e ho sfruttato tutte queste informazioni per dare vita alla mia Expiration-wand, un'invenzione forse ancora un po' troppo ambiziosa, di cui ho prodotto anche un volantino
Infine abbiamo creato post che fossero in grado di mettere in luce tutti i termini e i concetti fondamentali legati a questa azione, quali l'abbecedario e la mappa concettuale.
Detto ciò concludo rivolgendomi a chi mi ha seguito durante tutto questo percorso e mi chiedo se adesso, anche per voi quell'immagine con cui ho deciso di rappresentare "il conservare" ha più senso.  

martedì 2 giugno 2020

STEP#22: Expiration-wand

A quanti di voi è capitato di buttare via del cibo perché prossimo alla data di scadenza? Scommetto che a tutti sia successo di farlo almeno una volta, magari senza nemmeno verificare che si trovasse veramente in pessime condizioni. Come ben sappiamo, spesso le aziende indicano sulla confezione una data entro cui "preferibilmente" il prodotto andrebbe consumato. Questo termine non ci indica una data precisa, ma bensì la sua scelta è frutto della necessità di indicare una data quanto più corretta al consumatore, ma anche del volersi tutelare da eventuali danni arrecati dal prodotto per via della cattiva condizione in cui si potrebbe trovare nella vicinanza della scadenza. Facendo così però può essere che un alimento venga buttato prima del dovuto, sprecando inutilmente del cibo. Da tutto ciò deriva la mia idea di dar vita ad uno strumento che sia in grado, prelevando una microscopica componete di cibo, di definirne lo stato di deterioramento. Questo dispositivo si comporrebbe di un manico, sul quale sarebbe presente un  piccolo display, e collegato ad esso un sottile ago in grado di prelevare una minima porzione dell'alimento. Il sistema presente all'interno del manico potrebbe quindi analizzare lo stato chimico dell'oggetto sotto esame, e una volta conclusa l'operazione, invierebbe un segnale al consumatore tramite il display. Questo strumento renderebbe possibile effettuare una tipica analisi da laboratorio nella casa di una qualsiasi persona e potrebbe essere sfruttato anche all'interno dei grandi supermercati, per tenere d'occhio quegli alimenti che vengono venduti sfusi. In questo modo saremmo in grado di individuare l'esatta data di scadenza, evitando un inutile spreco di cibo e di denaro.

STEP#21: Un brevetto

Naturalmente le invenzioni legate alla conservazione, come abbiamo visto, non sono di certo mancate e alcune di queste sono anche state brevettate. Ricercandone un esempio mi sono imbattuto in una creazione di Rudolf A Cammann. La sua idea fu quella di dare maggiore forza ai fogli di cellophane e lo fece facendo aderire fra di loro due strati di questo materiale con le loro direzioni di orientamento perpendicolari l'una all'altra. Tra i due strati, per mantenerli uniti, fu disposta una resina la cui reticolazione è attivata dall'acqua. Venne poi effettuato un processo di essiccazione, ponendo il cellophane in una apposita camera in cui troviamo alte temperature e una bassa umidità. Questa sua invenzione fu brevettata nel 1974 e gli fu attribuito il codice DE2443501A1.
Al seguente link potete trovare il brevetto
https://patents.google.com/patent/DE2443501A1/en?oq=cellophane, inoltre nel caso vogliate avere maggiori informazioni sul cellophane vi rimando a uno dei post precedenti.

mercoledì 27 maggio 2020

STEP#20: La plastica

La plastica oggi giorno risulta essere uno dei materiali più diffusi, perfino nell'ambito della conservazione. Basta pensare a dove vengono contenuti gli alimenti che acquistiamo al supermercato, dove possiamo trovare buste di plastica, fogli di velina e contenitori, oppure in che materiale vengano avvolti eventuali oggetti che necessitano di una maggiore protezione, tra cui il pluriball e eventuali scatole. La plastica è composta da un mix di elementi, in modo particolare da petrolio e altri suoi polimeri. La diffusione di questo materiale ha costituito una grande innovazione, questo è indiscutibile, in quanto si tratta di un materiale a basso costo, molto resistente e soprattutto molto versatile, ma ha una grande pecca: è uno dei materiali più inquinanti presenti sul nostro pianeta. Questo perché gli elementi che lo compongono gli conferiscono un lungo tempo di biodegradazione. In questo periodo l'inquinamento da plastica affligge più che mai il nostro mondo, basta vedere la presenza nei nostri mari delle grandi isole di plastica. Da questa situazione è nata l'idea del riciclo, un modo alternativo di sfruttare questo materiale longevo, che ci permette di sfruttare qualcosa di vecchio e inutile per ricavarne un prodotto nuovo.


Vuoto a rendere per le bottiglia di plastica: anche in Italia?   


pluriball a bolla grande

https://cleansealife.it/index.php/un-mare-di-plastica/ (per un approfondimento sull'inquinamento del mare)

lunedì 25 maggio 2020

STEP#19: La chimica e la biologia nella conservazione

Dovendo cercare un legame tra una o più discipline con il nostro verbo, ho deciso di indicare a questo scopo la chimica e la biologia. Un esempio di come queste due materie trovino applicazione in questo ambito è l'alterazione degli alimenti, ovvero la tendenza di un cibo a perdere le sue proprietà nutritive e organolettiche a causa della trasformazione di uno o più componenti chimiche, ma anche la composizione molecolare di tutti qui materiali che hanno a che fare con questo argomento.
Ma ora vediamo brevemente in cosa consistono queste due scienze.
La CHIMICA, secondo il vocabolario Treccani, è la scienza che studia le proprietà, la composizione, l’identificazione, la preparazione e il modo di reagire delle sostanze sia naturali sia artificiali del regno inorganico e di quello organico.

La BIOLOGIA, secondo il vocabolario Treccani, è l’insieme delle scienze riguardanti gli organismi viventi, che si possono suddividere in vegetale e animali.
Inoltre la biologia studia questi organismi su diverse scale, tra cui per esempio:





Ultimi Post

STEP#25: Ritornando sui propri passi

Il nostro viaggio alla scoperta degli aspetti della parola conservare è terminato. Prima di concludere questo percorso però vorrei dare mod...